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martedì, maggio 20, 2014

La cacciatrice di fate - Elizabeth May


Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 336
Prezzo: € 16,90
Lady Aileana non ha paura della notte: è nelle pieghe del buio che può compiere la sua missione. Non ha paura degli stretti vicoli di Edimburgo e dei pericoli che vi si annidano: è lì che può trovare le sue prede. Perché Aileana, giovane figlia del marchese di Douglas, nasconde un segreto: se di giorno è una perfetta gentildonna del diciannovesimo secolo, alle prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti, di notte è una spietata cacciatrice di fate. Tutto è iniziato un anno prima, la sera del suo debutto in società: la stessa, tragica sera della morte di sua madre, uccisa da un essere soprannaturale. Da allora, Aileana sente dentro di sé una voce selvaggia che la sprona alla vendetta. Da allora, ha intrapreso un duro addestramento per imparare a combattere le fate: creature assetate di sangue che si nutrono dell'energia vitale degli umani. È stato Kiaran, il suo affascinante maestro, a fare di Aileana una guerriera, allenandola alla battaglia. E sarà lui a farle scoprire lo straordinario destino che l'attende. Perché Lady Aileana è l'ultima cacciatrice di un'antica stirpe, l'unica in grado di proteggere l'umanità la notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte, ormai imminente, del solstizio d'inverno.


Per questo romanzo sono abbastanza contraddittoria. Difatti, da un punto di vista oggettivo, l'ho trovato elettrizzante. C'è molta azione e l'autrice è stata in grado di creare delle magnifiche suspense tra una scena e l'altra. Inoltre, il libro è anche molto descrittivo e i personaggi ben caratterizzati. La trama davvero originale e nomi alquanto insoliti; altro punto a favore del romanzo. Mentre in altre storie, i rapporti con i genitori sono abbastanza bilanciati o buoni, la protagonista "abita" con un padre assente. Il suo è un personaggio che nonostante non sia stato onnipresente, per quel poco che viene inserito è in grado di intimorire la figlia con delle frasi veramente cattive mantenendo lo sguardo glaciale che lo caratterizza. Da aggiungere che Aileana ritorna bambina ritrovando quella stessa sensazione che provava quando il padre rincasava: essere avvolta nell'abbraccio del genitore. Ci sono parecchi punti che non mi hanno completamente presa e che mi hanno portato a sbuffare e alzare gli occhi. Chi ha letto il romanzo può capire che sì i personaggi sono delineati ma non altrettanto convincenti. Prendiamo per esempio che una persona che rischia di essere in grossi(un eufemismo, direi)guai, si prefissi di raggiungere la meta per questo agognato oggetto e che a destinazione non sia la prima cosa che fa?! Ma dai! Forse per alcuni sarà stata una piccolezza però se mi scrivi che questo personaggio tentava di arrivare al veicolo e poi cercare di svignarsela, non puoi cadermi nel cliché e usare l'azione del 'ops, è vero, quasi dimenticavo di...'
In compenso i dialoghi si presentano freschi e consoni(tanto per restare in tema :]) al periodo con una bella dose d'ironia; fattore che mi piace trovare nei romanzi.
Un'altra questione che mi ha fatto storcere il naso è un'affermazione, quasi come un mantra, che la cacciatrice si ripete. Spero di non spoilerare ma lei definisce che 'l'assassinio è la cosa più facile al mondo...' Certo, su questo sono d'accordo anch'io se sono solo fate malvagie che devi uccidere; gli umani dove li mettiamo? Vogliamo specificarlo?! *sospira*
Non solo! So che in molti altri libri sarà presente questa familiare scena ma se ti sei già cambiata e non per attendere una noiosa cerimonia sfarzosa, perché diamine te ne esci con il classico 'faccio la mia scelta'?! 
Ovviamente c'è tantissimo da chiarire e non vorrei dilungarmi troppo nella recensione però sento troppo il bisogno di confessare. Perdonatemi :S
La nostra eroina in un primo momento crede che quello che senti per Kiaran, una delle razze di fate più potenti e crudeli, sia proprio un incanto. Si domanda quindi che diavolo sia. Cosa vuoi che si tratti(e qui mi scapperebbe da dire 'tonta' ma non lo scrivo ufficialmente)?!
Aileana viene presentata come una guerriera vendicativa con una personalità forte e posso capire i suoi istanti di debolezza per via della sua umanità ma se poi mi descrivi anche che prova rancore verso queste creature magiche e finisce con affezionarsene ad una(ci sta anche per come si sono sviluppati gli eventi); una volta tanto perché non ha lasciato le cose così come stavano senza nessun coinvolgimento amoroso?(in particolare quando non ti è nemmeno possibile vendicare la morte di una delle persone più importanti della tua vita?!) Mi piaceva tanto la figura della cacciatrice, perché? Per molte di voi, la presenza di una storia d'amore è fondamentale se si tratta di un YA o altro ma in questo caso avrei preferito si concludesse con senza nessuna tresca. Per non parlare che la brusca fine del romanzo è stata una spietata decisione della scrittrice ç____ç Ho già una vaga idea di come continui ma voglio leggere subito il seguito!!
Nota: La suddivisione delle classi di fate Seelie e Unseelie li ho incontrati nella saga di Kiersten White :)

VOTO: 

ps: GRAZIE A TUTTI PER LE PAROLE DI CONFORTO PER QUESTO PERIODO CHE STO PASSANDO